E04 - Scatto&Stacco #4 | Il 1980

21:23Added: 25.12.2022

Correva l’anno 1980 e Bernard Hinault sbocciò definitivamente in tutta la sua classe. Ma fu un anno tragico per molti aspetti: Usticastrage di Bologna e, per non farsi mancare niente, anche il terremoto nell’Irpinia.

Ecco allora la coppia Magrini & Sardelli ripercorrere un Festival di Sanremo che ormai da tempo aveva abbandonato i fasti lucenti degli anni ’60, che vide il successo di un giovane Toto Cotugno. L’anteprima di un’estate che esaltò la vena poetica di Gianni Togni con la sua intramontabile “Luna”.

IL 1980 DI BERNARD HINAULT: IL CICLISMO HA IL SUO RE

Sul fronte ciclistico la grande stagione si aprì col successo di Pierino Gavazzi alla Milano-Sanremo, in quella circostanza compagno di squadra di Riccardo Magrini. Lo sprinter bresciano relegò al posto d’onore Giuseppe Saronni, per il terzo anno consecutivo piazzato sul traguardo di Via Roma e incredibilmente ancora battuto nonostante una classe che soltanto il tempo avrebbe poi reso leggenda.

La primavera consentì al campione lombardo di riscattarsi poi alla Freccia-Vallone, dove si permise di battere il fuoriclasse francese Bernard Hinault. Solo pochi giorni dopo, in una Liegi-Bastogne-Liegi da tregenda, caratterizzata da freddo e neve, il bretone ottenne la sua rivincita. Un arrivo solitario, di quelli che possono concedersi solo gli eroi, col resto del gruppo rassegnato al ruolo di comprimario e molti corridori già negli alberghi a consumare una doccia calda.

Un riaffiorare di ricordi coloriti e piccanti raccontati da Magrini col piglio dello showman narratore.

Tante vicissitudini che ci riportano indietro al Giro d’Italia 1980 dominato da un autorevole e grandioso Bernard Hinault che a fine agosto, sul tracciato iridato forse più duro della storia, riuscì a conquistare il titolo di campione del mondo.